Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

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Mstislav Dobuzhinsky nasce il 15 Agosto 1875 a Novgorod, in Russia. Nel 1895 inizia gli studi in Legge presso l’Università di San Pietroburgo. Dal 1899 al 1901 frequenta le scuole d’arte di Ažbé e Hollósy. Sempre a San Pietroburgo, si specializza all’Accademia di Belle Arti con il professore Maté, e nel 1902 diventa membro dell’associazione di artisti Mir Iskustva (Il Mondo dell’Arte).

Dal 1906 al 1911 insegna alla scuola privata d’arte di Zvantseva. Nel 1906 viene scelto come docente della Scuola di Arti Decorative. Nel 1922 comincia a insegnare all’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo, e dal 1918 al 1924 lavora nei teatri di Mosca e San Pietroburgo.

Nel 1924 a Dobuzhinsky viene conferita la cittadinanza lituana, e nel 1929 si stabilisce a Kaunas, dove vi rimane per un lungo periodo. Negli anni Trenta l’artista partecipa attivamente alla vita culturale lituana: nel 1929-1930 dirige gli studi di pittura grafica e decorativa alla Scuola d’Arte di Kaunas; nel 1930-1933 apre il suo studio a Kaunas, presenta numerose mostre. Inoltre, lavora nell’ambito della tutela dei Beni Culturali, della Grafica Applicata e del collezionismo, dell’illustrazione.

Tuttavia la sua più importante eredità creativa appartiene alla storia del teatro, avendo lavorato a San Pietroburgo, Mosca, Parigi con la compagnia di danza di Diaghilev e i direttori Evreinov, Komisarjevsky, Mejerchol’d e Stanislavskij. Dobuzhinsky fu soprattutto uno dei più promettenti e produttivi artisti che lavorarono nei teatri della Lituania all’inizio del XX secolo, creando le scenografie di 38 produzioni teatrali. Una delle caratteristiche del suo lavoro fu la capacità di concepire la produzione teatrale nella sua totalità, fondendo l’identità di regista a quella di scenografo e costumista, e dove i progetti si liberano da una sterile attenzione al dettaglio a favore di forme espressive dal contenuto emozionale.

Nel 1938 compie un viaggio a Londra, e nel 1939 negli Stati Uniti dove organizza mostre, allestimenti, set per film e produzioni teatrali. Nel 1947 torna in Europa e visita Parigi, Londra e la Svizzera. Per quasi due anni lavora al Teatro La Scala di Milano e al Teatro San Carlo di Napoli. L’artista si spegne il 22 Novembre 1957 a New York.

Quella di Dobuzhinsky, conservata al Museo del Teatro, della Musica e del Cinema della Lituania, è la più grande collezione lituana di lavori teatrali dell’artista, e dal 2009 è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità. Il museo racchiude le più mature opere di Dobuzhinsky per il Teatro Lituano, mentre la mostra presso la Pinacoteca Albertina contiene opere selezionate da 13 produzioni del Teatro di Stato della Lituania, molte già esposte in varie realtà museali internazionali. Nelle opere esposte, l’artista mostra la sua assoluta conoscenza storica e capacità di interpretarne le fonti: ciò è particolarmente evidente negli schizzi per le opere di Čajkovskij La Dama di Picche (1934) e Eugene Onegin (1936), nel Boris Godunov di Mussorgsky (1939). Anche il lucido progetto per il Don Giovanni (1933) di Mozart, uno dei migliori lavori dell’artista, è in perfetta sintonia con le linee vibranti della musica. La scena creata per l’opera di Karnavicius Radvila Perk?nas (1937), integra musica, drammaturgia e la produzione stessa con notevole abilità artistica ed interpretativa: in questo lavoro, Dobuzhinsky inserisce sul palco motivi architettonici di Vilnius e rivela l’originalità dei costumi lituani. Gli schizzi che si allontanano di più dalle forme naturalistiche sono quelli per Coppelia (1933) di Delibes e Il granatiere nano (1935) di Preston, caratterizzati dal decorativismo novecentesco. Nella produzione per l’opera di Smirnova Le fiabe di Andersen (1939), Dobuzhinsky si rivela inoltre un esperto di letteratura, capace di comprendere tanto l’intensità della storia quanto di interpretare i tratti psicologici dei personaggi con una punta di assoluta ironia.

 

Grazie alla collaborazione col Teatro Regio di Torino, i progetti di Dobuzhinsky per due opere teatrali vengono comparati con produzioni contemporanee: i costumi, custoditi nell’Archivio Storico del Teatro Regio di Torino, per il Don Giovanni di W. A. Mozart, stagione 1987/88, con la direzione d’orchestra di M. Erdélyi, la regia di L. Squarzina, scene e costumi di P. Tommasi; e La dama di picche di P. Čajkovskij, stagione 2008/09, direzione dorchestra di G. Noseda, regia, scene e costumi di D. Krief.

 

 

 

Pinacoteca dell'Accademia Albertina

 

via Accademia Albertina 8, Torino

Tel: 0110897370

E_mail  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Web: www.accademialbertina.torino.it

 

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 5 giugno 2016,

dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Chiuso il mercoledì.

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