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PRESEPI CHE FANNO PENSARE Le Natività nello scrigno di Sandra Coluccia

22/12/2015

 

PRESEPI CHE FANNO PENSARE
Le Natività nello scrigno di Sandra Coluccia

Pinacoteca Albertina, fino al 10 gennaio 2016

Presepi come opere d’arte, capolavori in miniatura racchiusi all’interno di sorprendenti scrigni che, dischiudendosi, diventano paesaggi e luoghi di un immaginario correlato sì alla Natività di Cristo, ma anche all’attualità di questo nostro mondo in perenne conflitto e sofferenza. Così Sandra Coluccia fa nascere il Bambin Gesù nel desolato sobborgo di una metropoli post-industriale, né più né meno di come Albrecht Dürer ambientava il Natale tra fatiscenti ruderi di vecchie case diroccate. Perché, con fede, Sandra Coluccia è convinta che Cristo rinasce ogni volta che una madre, povera, dà alla luce un figlio in un ambiente inospitale e la Sacra Famiglia è una delle tante famiglie oggi in fuga da guerre e da persecuzioni, alla ricerca di un raccolto luogo di pace e ben-essere dove far crescere il loro bimbo. La Coluccia crea i suoi presepi con statuette in miniatura accostandole a svariati objets trouvés, assemblati con straordinaria abilità e meticolosità, tanto che la scatola magicamente si chiude facendo combaciare al suo interno due paesaggi a prima vista incompatibili, ma di fatto perfettamente combacianti. Tante minuscole luci elettriche (riveliamo il segreto che sono dei LED usati nei fari delle più moderne autovetture) soffusamente rischiarano notti stellate e cieli blu cobalto sovrastanti colline, monti, pianure, deserti, ma anche città irte di case, grattacieli e fabbriche. Plastici evocativi di un mondo portmoderno, dove ci sono guerre, conflitti, violenze e a stento si trova un’oasi di tranquillità dove una donna, magari clandestina, è costretta a partorire. Già, perché dietro all’apparente delizia di questi presepi, c’è la volontà di esprimere i paradossi, le ingiustizie e i segreti amari e sottaciuti di un mondo del benessere che tra le sue pieghe nasconde momenti di amara sofferenza. L’arte però allontana il pessimismo e la pratica quotidiana di costruire presepi in the box è per la Coluccia una panacea, una consolazione; così in questi minuscoli mondi aleggia un grande afflato poetico, religioso e laico al contempo.

Guido Curto

Sandra Coluccia Berkol, nasce a Lecce nel 1947. Si laurea in Biologia a Torino dove vive. Eredita dal padre pugliese la passione per il presepe. Dopo i grandi presepi in cartapesta allestiti per il Natale in famiglia, realizza il suo primo presepio in “cassetta” nel 1998. L’idea nasce da un intimo desiderio di rivivere i propri ricordi con gli odori e i colori di un tempo, fermarli… e ritrovarli ogni volta che, pian piano, si apre lo “scrigno”. Con materiale povero e naturale realizza ogni volta ambienti diversi. L’evento emozionante della nascita di Gesù è sempre al centro come simbolo di speranza e di rinascita. Dal 1999 ad oggi ha sempre partecipato alle varie mostre organizzate a Torino, Verona, Alessandria e Roma. Le sono stati conferiti premi speciali a Verona nel 1999, in occasione del XI Concorso Internazionale del Presepio ed a Roma nel 2008 alla Mostra “100 Presepi”.

 

INDIRIZZO: Pinacoteca Albertina - via Accademia Albertina 8, Torino.

ORARIO:  fino  al 10 gennaio 2016 la mostra è visitabile tutti i giorni feriali e festivi, ad esclusione del mercoledì non festivo, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30).
Il 25 dicembre e il 1 gennaio è aperta dalle 14.00 alle 18.00.

PREZZI:  la mostra è visitabile acquistando il biglietto di ingresso alla Pinacoteca Albertina:
intero 5.00 €, ridotto 2.50 €, gratis con Abbonamento Musei Torino-Piemonte e Torino+Piemonte Card.

INFORMAZIONI

tel: 011 0897370

email: pinacoteca.albertina@copatitalia.com

 

 

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