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Spazi sospesi. Una ricognizione/restituzione artistica della realtà postindustriale torinese

Titolo

Spazi sospesi. Una ricognizione/restituzione artistica della realtà postindustriale torinese

A cura di

Monica Saccomandi, Laura Valle

Testi di

Fiorenzo Alfieri, Salvo Bitonti, Mimmo Calopresti, Andrea Chiesi, Francesca Cirilli, Edi Consolo, Irene Dionisio, Eugenio Dragoni, Marco Galloni, Marco Magnone, Rossella Maspoli, Roberta Montaruli, Antonio Musiari, Luiz Antonio Pinho Jr, Monica Saccomandi, Laura Valle

Progetto grafico di

Ani Karamanukyan, Stefano W. Pasquini

Fotografie di

Renato Iozzelli (opere), Viola Barovero, Fabrizio Basagni, Simone Martinetto, Roberta Montaruli, Irene Pisà, Marcello Restaldi, Paula Soubriet, Laura Valle

Prezzo

Euro 10,00

Dati

2014, 72 p., brossura

Editore

Albertina Press

ISBN

9788890984822

DESCRIZIONE

Il catalogo “Spazi Sospesi”, presentato nel giugno 2014, documenta la mostra curata da Laura Valle e Monica Saccomandi tenutasi nell’ambito del Festival Architettura in città 2013 presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino. Questa pubblicazione dell’Albertina Press rappresenta il momento finale di un progetto didattico delle scuole di Pittura e Decorazione dell’Accademia Albertina che ha coinvolto ventiquattro studenti intorno al tema delle fabbriche dismesse e abbandonate di Torino. Nello specifico si tratta di nove punti della città una volta nevralgici ed ora, in parte, enormi incombenti spazi in attesa, tra cui le O.G.R, Ferriere Fiat, Manifattura Tabacchi, O.G.M, spazi che raccontano di una Torino completamente diversa da quella odierna. Città-macchina, città-catena di montaggio animata da una folla di operai provenienti da vicine campagne o da geografie distanti, portatori di un “fare” antico al servizio della tecnica non ancora razionalizzata in tecnologia. Oggi questi luoghi superstiti sono paralleli e intrecciati con la vita attuale, testimoni di una vera e propria città abbandonata, dove il senso di devastazione dell’esperienza trascorsa è divenuto vuoto fisico, ma carico di memorie e esperienze emozionali. Le immagini, i dipinti e i video ricavati da queste perlustrazioni, dimostrano la rapida azione trasformatrice, la complessità delle esperienze e degli oggetti che tali spazi ospitarono in passato, ma che oggi rifiutano di essere consegnati alla definitiva distruzione.


Nel catalogo le opere visive dialogano in modo fecondo e non didascalico con testi di registi, scrittori, altri artisti, vecchi e nuovi lavoratori o semplici testimoni che a quelle fabbriche sono in qualche modo legati, dando vita ad un significativo campionario della memoria proiettato però, in un’oscillazione continua, lucida e forse incerta, come l’altalena dei giovani artisti di Deviazioni, verso altri usi, altra vita, altro futuro.


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