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2017 - CORPI DI CARTA. Testi e immagini d’Anatomia nella Biblioteca storica dell’Accademia Albertina

Titolo

CORPI DI CARTA. Testi e immagini d’Anatomia nella Biblioteca storica dell’Accademia Albertina

A cura di

Roberta Merlino, Antonio Musiari, Fernanda Tartaglino

Coordinamento Editoriale

Paola Gribaudo

Testi di

Fiorenzo Alfieri, Salvo Bitonti, Roberta Merlino, Antonio Musiari, Fernanda Tartaglino

Fotografie

Fabio Amerio

Prezzo

Euro 15,00

Dati

2017, 78 p., brossura

Editore

Albertina Press

ISBN

9788894843057

DESCRIZIONE

L’esposizione offre al pubblico una selezione, dalla Biblioteca storica dell’Accademia Albertina, di sei preziosi testi illustrati di Anatomia, editi dal 1756 al 1862. A questo prezioso nucleo è accostato il manoscritto di un altro trattato, Elementi di anatomia fisiologica applicata alle Belle Arti figurative di Francesco Bertinatti, pubblicato poi in due tomi a Torino nel 1839 con il corredo di un fascicolo di tavole, un gruppo delle quali viene esibito nel percorso.

Risalgono al medesimo ambito cronologico le trenta incisioni e litografie anatomiche in mostra, conservate nel Gabinetto delle Stampe dell’Albertina. Ventisei fogli provengono da raccolte firmate da artisti francesi: Pierre Planat, Léon Noël, Bernard-Romain Julien e Julie Ribault. Il confronto con i trattati dichiara l’opzione estetica, definita dal magistero di Bertinatti, di aggiornare la scuola torinese sulle novità d’oltralpe realizzate negli esempi grafici da commentare in aula.

Questa campionatura dal patrimonio dell’Albertina fa riscoprire quella che fu lungo il XIX secolo la possibilità di trasmissione, formale ma coerente, del bello mediante la fusione di sapere empirico e fascino normativo della classicità. Si tratta di materiali di rara importanza, anche nel loro essere rimasti fin qui poco o per nulla noti al pubblico. La sinergia tra i curatori dell’iniziativa – docenti titolari presso l’Albertina: Roberta Merlino e Fernanda Tartaglino per l’Anatomia artistica, Antonio Musiari per la Storia dell’Arte – ha permesso di ritrovare, organizzare e valorizzare volumi e fogli attraverso la ricerca storico-critica. Le fasi dell’apprendistato di pittori e scultori a partire dai fondamenti scientifici attinti alla medicina, per continuare con gli sviluppi nell’osservazione diretta e nell’interpretazione dell’anatomia umana diventano, grazie a Corpi di carta, anche chiavi di lettura delle opere maturate dagli artisti al termine della loro formazione. Speculare si afferma, nella visita alla mostra come nella lettura del catalogo, la forza dell’insegnamento – in particolare di Bertinatti – che ben si lascia cogliere proprio dagli strumenti (i fogli proposti alla copia, i libri illustrati) e dai risultati di mano degli allievi. Tra i risultati si annoverano due disegni e due dipinti ad olio, in cui si apprezza con peculiare evidenza l’eco visiva dell’itinerario segnato da Corpi di carta. Il primo disegno, Lezione d’anatomia in Grecia di Louis Lafitte, si ammira nella Pinacoteca dell’Albertina dal 1844 entro una ricca e fantasiosa cornice di Giuseppe Maria Bonzanigo. L’altro disegno, sola opera esposta non di proprietà dell’Accademia, è una copia anonima da una litografia di Julien, testimonianza dell’attenzione ai modelli su carta che nel XVIII e XIX secolo caratterizzava l’inizio degli studi. I soggetti delle due tele sono un Nudo maschile, prodotto della scuola di Jacques-Louis David, e Andrea Vesalio che studia anatomia di Carlo Bonatto Minella, premiato nel 1876 al Concorso accademico triennale di Pittura. Questo secondo dipinto, di tema storico, chiude l’arco di tempo tracciato da Corpi di carta con l’omaggio di un allievo dell’Albertina ad uno dei padri della medicina, Vesalio appunto, che con il suo De humani corporis fabrica, apparso nel 1543, aprì la strada ai moderni studi di anatomia.

I saggi in catalogo approfondiscono la formazione della collezione di testi e stampe di Anatomia nella Biblioteca dell’Accademia Albertina (Musiari), il manoscritto di Francesco Bertinatti (Merlino) e il grande volume illustrato dedicato da Jean Galbert Salvage al Gladiateur combattant (Tartaglino).

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