Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

 T.E.I. Tecnological Educational Institution  di Atene

 

 

L’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino  presenta al T.E.I. Tecnological Educational Institution  di Atene   il 16 Gennaio  2009 la sezione Video  della Mostra Mythos,mito greco e creatività contemporanea, realizzata a Torino negli spazi dell’Accademia  nel Giugno 2006, a cura della Cattedra di regia di Salvo Bitonti. La sezione video   raccoglie i lavori  audiovisivi degli studenti del corso di regia nel  triennio  2002 – 2005. Essi si sono  interrogati  sui miti greci e sul significato che oggi possono acquisire nella cultura e nella creatività contemporanea. la Mostra Mythos,mito greco e creatività contemporanea  in questa sezione Video è stata già presentata con successo nel Settembre 2007   all’ Accademia di Belle Arti di Budapest.

  I miti greci,con la loro vasta articolazione di narrazioni e con la loro complessità di significati,sono alla base della cultura occidentale contemporanea . Dallo studio e dalla rivisitazione dei miti greci antichi, sono scaturite nel corso del Novecento, numerose opere, nel teatro, nella letteratura, nelle arti visive e nel cinema.

I miti greci rappresentano gli archetipi culturali su cui si fonda il pensiero occidentale;indagare creativamente su di essi, significa aprire la ricerca artistica alla consapevolezza dell’attualità  e ai molteplici significati , dall’etnico all’ antropologico, al valore  inconscio che spesso i miti  rivestono nella fenomenologia del mondo d’oggi. 

La rassegna presenta diciotto video fra fiction, sperimentazione e animazione : in Una cura per l’anima, Falbo rilegge Orfeo ed Euridice in un nitido bianco e nero, confinando la giovane Euridice nell’inferno della degenza psichiatrica mentre neanche l’urlo di Orfeo potrà strapparla dall’atarassia esistenziale. In  Mala Cupido di Boerio,Costamagna Loreni e Sorbilli,  Narciso ha le implicazioni e le inquietudini dei giovani d’oggi in una contemporanea incapacità d’amare mentre Eco affida i propri pensieri alla scrittura con fughe mentali e oniriche ribadendo la impossibilità di un incontro.. Due lavori  sono caratterizzati da intelligente ironia e da un ritmo vicino al linguaggio della pubblicità:Europa (in love) di Canavesio e Ghione,che riprende il mito di Europa e Zeus: una ragazza rifiuta i canoni  imperanti nella pubblicità e nella moda  del modello maschile a vantaggio di un ritorno alla forza naturale del sesso,  simboleggiata dall’effige di un  toro  che occhieggia ovunque  nella città, in cui  lei si aggira, curiosa. L’amore fra Penelope e Ulisse trova, in Miss Mirò e Capitan Manzoni di Catania, i toni  ironici  del disincanto di uno spot dove la freccia di Cupido,che viaggia nello spazio, può divenire  mortale. Lo stesso mito si ritrova in Ulisse (o del viaggio cittadino)dei due artisti, Michele Cantamessa ,(o uno soltanto,come farebbe intendere  l’unico nome?) in forma più sperimentale dove, sottolineata dalla canzone omonima di Guccini,la videocamera inquadra gli scorci di una città sfuggente di fronte al viaggio di cittadini extracomunitari.. Per il  mito di  Eco e Narciso,  Sibona assembla materiali diversi con uso di effetti digitali. Quattro  i video d’animazione : in Icaro di Piva,già finalista al Premio delle Arti 2004, il personaggio mitico,  disegnato come un piccolo essere dalla grande testa e dagli occhi  dolenti, da il suo stato  di solitudine,  sogna  il volo come riscatto poetico  alla sua condizione;in  Edipo’s condition di Valsania  è Edipo e la sua vicenda mitica ad essere tratteggiata e sintetizzata con pochi segni grafici mentre in Tre chicchi di melograno di Donato Canosa e Simone di Donna è rappresentato il mito del passaggio delle  stagioni di Persefone, nel sogno di una bambina nella  campagna contadina del secolo scorso . In Colui che si faceva chiamare Narciso,la tecnica d’animazione è quella dei burattini,inventati e realizzati manualmente da l’artista  Lucia  Carella  con  l’aiuto  del  marito Francesco Furone , che ci racconta la morte estenuante e romantica  di un piccolo  Narciso. Sperimentale è  il video di Nicolas Macello,Nella terra degli dei,che narra nascita, solitudine e morte di un satiro in una terra senza dei. Troviamo poi  l’ amore di una coppia di giovani sposi devastato dalle fatiche quotidiane casalinghe e dal lavoro alienante della fabbrica nel poetico  video Siphisus e Siphisus di Crapuzzi, mentre ne La nascita di Venere di Paganini( artista  della Sezione Extra ) è simboleggiato come risveglio dei sensi il  passaggio di una ragazza dalla adolescenza alla pubertà. La sezione Extra comprende anche un lavoro  di Rosanna Guida docente di Multimedialità  all’Accademia di Torino che presenta La buiosa , su esperienze di insegnamento in carcere e conflitti di sessi Nella stessa sezione viene poi presentato il   mediometraggio Fedra di Salvo Bitonti che rilegge in chiave contemporanea il mito di Fedra sulla base della suggestione poetica di Ghiannis Ritsos, tra i massimi poetici greci. E’  poi  documentata   in video una  performance: Taks/Raks (Rito/Danza ) di Aziza (Silvia Fiore)  che accosta la danza dionisiaca a misteri e rituali orientali.

La rassegna comprende anche un omaggio al mito Shakespeare con Play Shakespeare di Sida che anima i pupazzi  Play Mobil  per un ironico incontro fra Giulietta e Romeo e un video d’animazione su Racconto d’inverno di Dogliani..